19 aprile 2017 – Sono ormai 10 giorni che Gabriele Del Grande, giornalista, documentarista e blogger, è trattenuto dalle autorità turche in un centro di detenzione amministrativa. L’autore di “Io sto con la sposa” ha potuto, dopo innumerevoli richieste, chiamare la compagna solo due giorni fa, affermando che sta bene ma che i suoi diritti fondamentali non sono rispettati: “Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione e di espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento. I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo. Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio telefono e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato. La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito ripetuti interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta. Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me. Da stasera entrerò in sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti”.

L’appelo di Gabriele non è rimasto inascoltato, ed ha dato vita ha numerose mobilitazioni in tutta Italia.
Già tempo fa Amnesty International aveva lanciato una campagna a difesa dei numerosi giornalisti turchi sotto attacco. Come organizzazione che da sempre lotta per i diritti umani, e di chi li difende e ne parla, Terra Nuova si unisce all’appello di liberazione per chiedere alle autorità italiane di far pressione presso le autorità turche perché rilascino Gabriele Del Grande quanto prima, e che immediatamente gli vengano garantiti i diritti minimi quali: colloquio con un avvocato, incontro con autorità consolare, possibilità di telefonare, ragione del fermo, tempo del trattenimento/ data prevista per l’espulsione.

Silvia Stilli, portavoce di AOI, ha dichiarato: “Chiedo con forza al Governo italiano di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per garantire l’immediato rimpatrio di Gabriele Del Grande: come soggetti solidali e difensori dei diritti non siamo disposti a tollerare oltre questa detenzione.”
Il comunicato stampa dell’associazione sottolinea come la detenzione del giornalista avvenga in un contesto particolarmente difficile per la Turchia, in seguito al discusso referendum sulla riforma costituzionale: “AOI esprime profonda preoccupazione per le conseguenze dello svolgimento e dei risultati del voto referendario in Turchia. L’allarme lanciato dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), sul “mancato rispetto degli standard democratici e delle norme del Consiglio d’Europa nell’esercizio del voto”, lasciano una pesante ombra sullo svolgimento regolare delle consultazioni. Il verdetto dell’OSCE è durissimo: “violazioni che contravvengono agli standard OSCE, a quelli europei e agli obblighi internazionali sulla libertà e l’equità del voto.” L’esito del voto concentra ancora più poteri nelle mani del Presidente Erdogan, accelerando la deriva autoritaria scaturita con la repressione del tentato golpe del 15 luglio scorso.”

Continua Stilli: “Oggi come società civile impegnata per i diritti e la solidarietà internazionale non vogliamo  lasciare sola la metà della Turchia che nonostante tutto si batte contro la deriva antidemocratica e per i valori di libertà, laicità e convivenza pacifica.Il risultato del referendum, che presenta un Paese profondamente diviso, deve impegnare le Nazioni Unite e le istituzioni democratiche europee a pretendere che in Turchia cessino detenzioni, licenziamenti e processi per motivi politici in violazione dei più basilari diritti umani e di cittadinanza. L’Europa non può rinunciare al suo ruolo politico per mantenere con questo Governo turco un accordo sui migranti che ancor più oggi contrasta con i diritti umani più elementari.”

#IoStoConGabriele

Similar Posts

Comments are closed.